Intelligenza Artificiale

Fare i compiti in famiglia con l'AI: intervista all'imprenditore digitale e papà Alexandre Bourdeaud'hui

Scritto da Giada Fabiani - 08/05/2026

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Aiutare i figli con i compiti a casa non è sempre facile e i genitori si fanno mille domande, soprattutto da quando c'è l'AI. L'argomento "compiti" è spesso una fonte di stress e di litigi che non fanno che aumentare i problemi in famiglia.

Abbiamo chiesto ad Alexandre Bourdeaud'hui, papà e imprenditore digitale, di svelarci i segreti della routine dei compiti che ha impostato con askLea insieme a sua figlia!


1. Ma è vero che tua figlia adora askLea?


Sì, direi proprio di sì. Mia figlia ha 14 anni e frequenta la prima superiore. All’inizio dell’anno ha avuto qualche difficoltà, come molti suoi compagni: il passaggio dalle medie alle superiori è stato più impegnativo del previsto, soprattutto per il carico e la profondità dello studio. Quando ha iniziato a usare askLea, all’inizio del secondo quadrimestre, ha trovato uno strumento che l’ha aiutata concretamente, e questo ha fatto la differenza. Oggi lo usa volentieri perché le dà supporto ma allo stesso tempo la fa sentire più autonoma.


2. Partiamo dall'inizio: dicci chi sei, Alexandre, e cosa fa la tua azienda.


Sono Alexandre Bourdeaud’Hui, founder di Bibliogram, una startup edtech che si occupa di biblioteche scolastiche e promozione della lettura. Sviluppiamo strumenti digitali pensati per le scuole, con l’obiettivo di rendere la lettura più accessibile, coinvolgente e motivante per gli studenti. Lavoriamo molto a contatto con insegnanti e studenti, cercando di portare innovazione dove può avere un impatto educativo reale.


3. Come hai scoperto askLea? È stata una scoperta "da papà" o "da imprenditore tech"?

È stata prima di tutto una scoperta da imprenditore. Lavorando nel settore educativo e tecnologico, ho una visione molto ampia di ciò che sta emergendo e di come questi strumenti possono impattare concretamente l’apprendimento. Quando ho scoperto askLea, ho capito subito che aveva un approccio interessante e diverso rispetto ad altri strumenti basati sull’AI. A quel punto ho deciso di provarlo con mia figlia, quindi è diventata molto rapidamente anche una "scoperta da papà”.


4. La prima volta che hai visto tua figlia usarla, cosa hai pensato?


La cosa che mi ha colpito è stata l’efficacia nel farle elaborare i contenuti. Non si limitava a “dare risposte”, ma la guidava a ragionare. Ho visto mia figlia passare da una comprensione più superficiale a una più profonda, facendo collegamenti e rielaborando i testi. E poi c’è stato anche un effetto motivazionale: usare una tecnologia nuova, in un momento in cui era un po’ in difficoltà, le ha dato uno stimolo in più.


5. La usate insieme, o lei è completamente autonoma?


All’inizio l’abbiamo utilizzata insieme, per capire come sfruttarla al meglio e impostare un buon approccio. Dopo poco tempo però è diventata autonoma. Oggi la usa soprattutto in modo indipendente, e noi interveniamo più che altro per aiutarla a mantenere un buon metodo, non tanto per i contenuti.


6. Su quali materie o compiti la usate di più? C'è un caso in cui ha fatto davvero la differenza?


L’ha usata principalmente per materie teoriche, dove è importante comprendere e rielaborare: storia, economia e diritto, scienze, ma anche altre discipline dove serve memorizzare concetti e collegamenti. È stata particolarmente utile nel ripasso: le permette di verificare quanto ha davvero capito, di farsi interrogare, di chiarire i passaggi meno chiari. La differenza più evidente è stata proprio nel passaggio da uno studio passivo a uno attivo.


7. Da genitore: quali problemi può risolvere uno strumento del genere?


Direi prima di tutto il tema del metodo di studio. Molti ragazzi non hanno difficoltà perché non sono capaci, ma perché non sanno come studiare. askLea aiuta proprio in questo: accompagna, guida, fa ragionare. Inoltre riduce lo stress legato ai compiti, perché lo studente si sente meno solo davanti alle difficoltà, e questo ha un impatto anche sul clima familiare: meno tensioni, meno conflitti, più autonomia.


8. Da imprenditore che lavora nel mondo tech, come è evoluto il tuo rapporto con l’AI (anche come strumento di apprendimento)? Avevi/hai delle remore in ambiti come il trattamento dei dati o altro?


Nel mio lavoro utilizziamo molto l’intelligenza artificiale per ottimizzare processi e svolgere attività che altrimenti richiederebbero molto più tempo. Però ho sempre avuto, e ho tuttora, una forte attenzione su come questi strumenti vengono utilizzati, soprattutto dai più giovani. Il rischio è che si deleghi all’AI ciò che dovrebbe essere elaborato in prima persona, con un impatto negativo sullo sviluppo delle competenze cognitive. Per questo ho apprezzato molto askLea: è un sistema che non sostituisce lo studente, ma lo guida, promuovendo il pensiero profondo.


9. Hai notato cambiamenti nel suo modo di studiare o di fare ricerca da quando tua figlia usa askLea?


Sì, in modo piuttosto evidente. È diventata più attiva nello studio: non si limita più a leggere e ripetere, ma cerca di capire, fare collegamenti, mettersi alla prova. Anche quando non capisce qualcosa, invece di fermarsi, chiede una spiegazione ad askLea per approfondire.


11. Cosa diresti a un altro genitore - magari meno "tech" di te - che non conosce ancora askLea?

Direi di provarla senza pregiudizi, anche se non si è particolarmente esperti di tecnologia. Non è uno strumento che “fa i compiti al posto dei ragazzi”, ma li aiuta a imparare meglio. Se usato bene, può diventare un alleato molto prezioso per sviluppare autonomia, metodo e fiducia nello studio.


Grazie Alexandre e buon proseguimento con askLea!

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